Raggiungere il successo, quale atteggiamento mentale ti occorre?

Successo, quale atteggiamento mentale?

di Anselmo Maestrani, Lifecoach (*)

In questo inizio d’anno ancora fresco fresco, molti di noi si saranno posti dei traguardi sui quali lavorare e da raggiungere. Ma con quale atteggiamento mentale?

Carol Dweck, eminente professoressa all’Università di Stanford, ha ricercato per più di 30 anni i motivi per i quali una persona ha successo mentre un’altra meno.

La sua pregevole ricerca ci mostra, che il motivo del successo individuale non è il talento innato, bensì l’abilità di confrontarsi con il fallimento.

La psicologa Dweck ha scoperto che nella responsabilità del nostro riuscire o non riuscire esiste un elemento cruciale, che lei ha denominato struttura mentale (mindset). A suo giudizio, che grazie alla mia osservazione in diversi anni di coaching posso confermare, esistono due diverse strutture mentali: fissa ed aperta, pure chiamate strutture della crescita. Noi tutti possediamo accentuata l’una o l’altra. Relativamente facile immaginarsi quali delle due favorisce il successo.

Nella matrix personale di coloro che possiedono e coltivano una struttura mentale fissa, troviamo dei dogmi ben radicati nel cervello del soggetto: “sono buono” o “sono cattivo”, “ho successo nella vita” o “nulla funziona nella mia vita”, “sono intelligente” o “sono stupido”, “imparo con facilità le lingue straniere” o “dimentico tutto”.

Il problema principale di questa struttura mentale è che coloro che credono di essere qualificati, credono pure di non aver bisogno di migliorarsi, mentre coloro che credono di essere incapaci, hanno l’impressione di non poter più cambiare, indipendentemente da ogni sforzo intrapreso.

Con una struttura mentale fissa, nel caso in cui crediamo di essere persone di successo, nasce pure l’obbligo di non fallire. Per tutelare il nostro ruolo, ci imponiamo di mettere in luce le nostre qualifiche e di non disattendere le aspettative altrui. Il fallimento non viene accettato per non mettere in dubbio la nostra identità.

Se invece curiamo una struttura mentale aperta, evitiamo di “etichettare” e consideriamo la vita come una serie di lavori in corso. Siamo disposti ad accettare ed accogliere gli errori ed i fallimenti, nei quali vediamo la possibilità di imparare per migliorarci e crescere personalmente. Ogni fallimento è in effetti una grande sfida, anche per la nostra evoluzione personale e ci motiva a trovare delle soluzioni.

Pertanto è molto importante che impariamo ad apprezzare ogni nostro singolo sforzo anche se non siamo ancora arrivati dove vorremmo ed abbiamo l’impressione di essere in viaggio da un’eternità! Vi prometto che con l’ atteggiamento mentale aperto raggiungerete la vostra meta e vi divertirete durante tutto il processo.

(*) Biografia dell’autore:

Dopo aver lavorato per diversi anni nel settore delle risorse umane come responsabile del personale, mi sono appassionato a tutto quello che ha a che fare con le potenzialità di crescita del singolo (e di conseguenza delle aziende). Nel corso della mia formazione mi sono interessato a diversi strumenti: scientifici, psicologici e spirituali, che ci possono essere d’aiuto nel nostro cammino verso la trasformazione desiderata. Durante la mia preparazione al coaching ho ad esempio sperimentato tecniche come il training mentale, la psicologia moderna e la PNL – Programmazione Neuro Linguistica. Alla fine del mio percorso il mio interesse si è concentrato su metodi meno razionali ma ricchi di potenzialità ancora troppo poco studiate: il Narrative Coaching, lo Storytelling, la meditazione e la psicologia dei tarocchi. Il mio ruolo di Coach consiste nel riuscire ad accedere a queste risorse individuali inespresse utilizzando – tra quelli esposti qui sopra – i metodi che siano i più adatti al cambiamento di ognuno. Sono convinto che attraverso questi metodi possiamo stabilire una solida base per costruire un futuro personale e collettivo più sereno sia dentro che fuori di noi.

www.peoplecare.ch

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