“Impresa” spirituale

Cari lettori del Blog di DREAMagent, in vostra compagnia voglio rischiare oggi, con un piccolo gioco di parole già nel titolo, ad inoltrarmi in un tema che di primo acchito sembrerà più che azzardato. Sì, perchè con impresa non intendo la nostra azione personale a raggiungere o scoprire una nostra spiritualità, ma bensì intendo parlare delle nostre aziende ed imprese, e della spiritualità.

Per molti sembrerà questa un’unione pressoché impossibile se solo voltiamo lo sguardo su cosa succede nel mondo del lavoro o a come si comportano talvolta i manager. A tutto questo si aggiunge poi che alla parola spiritualità vengono associati tutta una serie di immagini collettive che hanno, purtroppo, relegato questa dimensione del nostro essere in un angolo della nostra esistenza.

Infatti, spiritualità è una parola molto curiosa ed innanzitutto, se vogliamo meglio comprendere come questo matrimonio possa essere possibile, dobbiamo diventare noi stessi molto curiosi e chiederci cosa mai significhi spiritualità. La parola spiritualità deriva dal latino spiritus – appunto spirito – ma anche, dato che il vocabolo è tradotto da quello greco pneuma, da spiro che significa “io respiro”. A me piace particolarmente questa ultima descrizione etimologica. Mi piace credere che ogni mio respiro abbia un significato spirituale. Questo mi aiuta a respirare meglio e più profondamente, a pensare che ogni mio soffio abbia un impatto spirituale, e così anche le mie parole.

Il professore Hartmut Frech, psicologo e seguace della terapia della gestalt di Fritz Perls, dopo aver trascorso diverso tempo in Nepal ed aver studiato diverse forme di meditazione, di ritorno in Germania, ha seguito da vicino, con una sua ricerca, coloro che già vivono una “impresa spirituale”. Questa forma di vita spirituale unita all’attività lavorativa significa molto di più che andare ad un rito religioso una volta alla settimana. In questo ultimo caso ci sarebbe ancora una chiara separazione fra vita privata e vita lavorativa. Lui ha voluto andare oltre ed entrare in contatto con manager che hanno veramente integrato delle attività spirituali sia nella loro vita privata come nelle loro imprese aziendali. Questi manager di successo perseguono con costanza degli esercizi spirituali, particolarmente delle meditazioni o dei rituali. Il professore Frech ha pure approfondito cosa avesse motivato queste persone manageriali a seguire questa strada spirituale. Fondamentalmente gli intervistate erano interessati innanzitutto a ritagliare dei tempi di “assoluta solitudine” dove entrare in contatto con la loro parte interiore. Come avrete già immaginato, stiamo parlando della meditazione giornaliera. Avvincente il fatto, e questo dovrebbe essere interessante anche per voi cari lettori, che i partecipanti a questa ricerca affermano che, eseguendo i loro esercizi spirituali, provano un’intensa esperienza di connessione. Per meglio comprendere questo stato, possiamo immaginarci quello che proviamo noi quando trascorriamo del tempo nella natura ed improvvisamente ci sentiamo connessi con la natura stessa. Grazie a questo loro nuovo stato d’essere il loro incontro con i loro subalterni è radicalmente cambiato. Un esempio da loro portato è quello che prima di iniziare una qualsiasi riunione di lavoro od incontro con un loro dipendente o cliente, si prendono il tempo necessario per accertarsi in quale situazione personale si trovi al momento chi sta di fronte a loro. Rendono così prioritario il benessere di colui con cui interagiscono. Questo in ogni loro ambito della vita. Così facendo la loro vita privata e sentimentale è migliorata e le loro aziende godono di ottima salute finanziaria. Oltre a questo le parole etica, ecologia e produzione sostenibile fanno parte del loro vocabolario e del loro comportamento.

Ma ciò che più mi ha intrigato ed affascinato della ricerca del professore Frech è l’idea dello spirito che vive in ogni azienda. Ogni nostra impresa, ed in questo caso parlo sì delle nostre aziende ma anche proprio delle nostre imprese personali di ogni giorno, possiedono uno spirito. Uno spirito che è come un soffio di vento, come il nostro respiro, ma fatto dei nostri pensieri, delle nostre emozioni e delle nostre azioni. Frech parla di uno spirito che si intrufola nelle nostre aziende ed è completamente neutrale. Quasi innocente come un bambino. Siamo noi stessi in qualità di manager, di impiegati, a dare forma e vita a questo spirito. Voglio qui citare anche il professore Gerald Hüter, rinomato ricercatore sul cervello, che pure parla volentieri di questo spirito che si insidia nelle nostre aziende, nelle nostre scuole e noi nostri ospedali. Hüter ci ammonisce, dicendoci che ormai lo spirito dei nostri ospedali e delle nostre scuole, che dovrebbe essere quello della guarigione e dell’istruzione, è stato sostituito da uno spirito amministrativo.

Ritornando alla ricerca di Harmut Frech, durata diversi anni e che ha preso in considerazione innumerevoli aziende e manager, abbiamo motivo di ottimismo. Anche se queste aziende e questi manager vengono raramente citati, esistono, e con il loro comportamento sono dei buoni esempi a come un’impresa spirituale sia possibile e, soprattutto, porti al successo di coloro che la praticano e rappresentano. Voglio terminare questo breve resoconto su questa formidabile ricerca, aggiungendo che, oltre ai successi già citati, le assenze dovute a malattie sono praticamente inesistenti, così come il burn-out! Io vedo un futuro dove noi tutti potremo far parte di queste imprese spirituali.

Spero di essere riuscito a riabilitare la curiosa parola spiritualità e che si possa ora liberare e formare fra le nostre azienda i nostri enti e le nostre imprese come un soffio di vento colorato, ma soprattutto come un respiro profondo e leggero. E, che voi, cari lettori, possiate abbracciare questa idea e possibilità. Ma soprattutto sperimentarla.

Vi ringrazio per l’attenzione!

(*) Biografia dell’autore

Dopo aver lavorato per diversi anni nel settore delle risorse umane come responsabile del personale, mi sono appassionato a tutto quello che ha a che fare con le potenzialità di crescita del singolo (e di conseguenza delle aziende). Nel corso della mia formazione mi sono interessato a diversi strumenti: scientifici, psicologici e spirituali, che ci possono essere d’aiuto nel nostro cammino verso la trasformazione desiderata. Durante la mia preparazione al coaching ho ad esempio sperimentato tecniche come il training mentale, la psicologia moderna e la PNL – Programmazione Neuro Linguistica. Alla fine del mio percorso il mio interesse si è concentrato su metodi meno razionali ma ricchi di potenzialità ancora troppo poco studiate: il Narrative Coaching, lo Storytelling, la meditazione e la psicologia dei tarocchi. Il mio ruolo di Coach consiste nel riuscire ad accedere a queste risorse individuali inespresse utilizzando – tra quelli esposti qui sopra – i metodi che siano i più adatti al cambiamento di ognuno. Sono convinto che attraverso questi metodi possiamo stabilire una solida base per costruire un futuro personale e collettivo più sereno sia dentro che fuori di noi.

www.peoplecare.ch

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