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Regali impacchettati – breve ricerca e riflessione

Cari lettori del Blog di DREAMagent, eccoci qua anche quest’anno alle soglie del Santo Natale, che ormai di Santo ha solo il nome. È diventato ormai uno stress supplementare ed una corsa all’ultimo acquisto.

In più, ci lasciamo dettare dalla legge pubblicitaria come dobbiamo vivere questo periodo, rincorrendo appunto i doni sotto l’influsso della febbre consumistica e sempre meno chiedendoci cosa mai significhi questo lasso di tempo che ci porta da un anno all’altro.

E così, durante tutto un pomeriggio, mi sono permesso di buttarmi a capofitto in uno shopping domenicale d’Avvento per una breve ricerca non rappresentativa.

Come ci comportiamo con i regali?

Abbiamo il sentore giusto, possiamo immaginarci quello che gli altri veramente desiderano?

Il risultato, a mio modesto modo di vedere, è stato assai deludente: la maggior parte di coloro che ho avvicinato, per porre le mie brevi domande, regalano soprattutto quello che la pubblicità  suggerisce di acquistare e regalare, con la promessa di rendere felici.

Una parte degli intervistati aveva persino già dimenticato cosa avesse acquistato: per loro infatti importante era soprattutto la confezione e la firma. Il lusso fondamentale!

Possiamo in queste circostanze immaginare, ciò che veramente sarebbe utile regalare? Oppure a causa delle innumerevoli distrazioni di un tale pomeriggio di acquisti, oltre alla parte destra del nostro cervello anche la sinistra viene completamente oscurata?

Avvento significa venuta ma anche attesa. Durante quel pomeriggio ho avuto l’impressione che il significato che diamo oggi al Natale sia molto più vicino a „qualcosa arriverà“. Perché dunque stupirci se poi quando spacchettiamo il regalo siamo spesso delusi?

Quando gli acquisti natalizi ancora non la facevano da padrone, il periodo natalizio, messo lì fra i due anni, durante il quale le notti sono le più lunghe, le famiglie si riunivano presto accanto al focolare.

Erano i tempi in cui ancora si credeva negli Dei benefici e malefici. Soprattutto quest’ultimi sembra si divertissero durante queste lunghe notti buie e per questo si evitava di lasciare la casa dopo l’imbrunire. Pertanto, riuniti attorno ad un fuoco che riscaldava i cuori e colorava la stanza di arancione, si ringraziava innanzitutto gli Dei benefici per il raccolto ottenuto durante l’anno e li si pregava per l’anno a venire.

Ad uno ad uno poi, ci si raccontava quelle storie che davano senso alla propria vita. Partendo dalle persone più sagge e con una lunga esperienza di vita, ognuno dei presenti davanti al grande camino, sorseggiando un tè caldo, condivideva il suo vissuto dell’anno che stava per terminare, imbastendo poi i fili per i sogni del futuro. Si ascoltava con attenzione, cogliendo da quelle storie impulsi personali per creare il proprio mondo.

Forse dovremmo riappropriarci di queste tradizioni che a me sembrano dei regali di immenso valore!

Con questi pensieri romantici, alla fine di un folle pomeriggio di shopping d’Avvento, sprofondai sfinito a sedere in un tram sovraffollato di borse colme di acquisti natalizi.

Un bambino salì sul tram e si sedette vicino a me. Sembrava essere contento (o era solo la mia immaginazione che voleva essere accontentata?).

E così feci un ultimo tentativo:

„Cosa desideri per Natale?“ „Un pupazzo di neve“, rispose semplicemente.

„Cosa intendi con un pupazzo di neve?“, replicai. „A Natale vorrei fare un pupazzo di neve con mio padre nel nostro giardino!“

Quel bambino mi regalò l’immagine natalizia più bella di quel pomeriggio e con questa meravigliosa speranza il nostro viso si illuminò con un sorriso. Rilassante come uno stretch di yoga senza yoga.

Ed io desiderai dal profondo del cuore, che per Natale ci fosse un’abbondante nevicata affinché il desiderio di questo bimbo si potesse realizzare!

Buon Natale a tutti!

(*) Biografia dell’autore:

Dopo aver lavorato per diversi anni nel settore delle risorse umane come responsabile del personale, mi sono appassionato a tutto quello che ha a che fare con le potenzialità di crescita del singolo (e di conseguenza delle aziende). Nel corso della mia formazione mi sono interessato a diversi strumenti: scientifici, psicologici e spirituali, che ci possono essere d’aiuto nel nostro cammino verso la trasformazione desiderata. Durante la mia preparazione al coaching ho ad esempio sperimentato tecniche come il training mentale, la psicologia moderna e la PNL – Programmazione Neuro Linguistica. Alla fine del mio percorso il mio interesse si è concentrato su metodi meno razionali ma ricchi di potenzialità ancora troppo poco studiate: il Narrative Coaching, lo Storytelling, la meditazione e la psicologia dei tarocchi. Il mio ruolo di Coach consiste nel riuscire ad accedere a queste risorse individuali inespresse utilizzando – tra quelli esposti qui sopra – i metodi che siano i più adatti al cambiamento di ognuno. Sono convinto che attraverso questi metodi possiamo stabilire una solida base per costruire un futuro personale e collettivo più sereno sia dentro che fuori di noi.

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