Come gestire la trasmissione d’impresa in aziende familiari – il lato umano, di Sabrina Migani, Business Counsellor

L’ultima newsletter “inno3 news” edita dal Centro Competenze inno3 della Scuola Universitaria professionale della Svizzera italiana ripropone il tema della trasmissione d’impresa concentrandosi anche sugli aspetti emotivi oltre che a quelli strategici. 

Prendo spunto quindi per ripresentare il mio articolo sull’importanza della gestione dei rapporti personali nelle aziende familiari.

 

Subito dopo la seconda guerra mondiale, un uomo pieno di energie, creatività e capacità imprenditoriali, avendo a disposizione un terreno ben situato, costruisce, praticamente con le sue mani, un albergo con ristorante che in pochi anni diventa un’azienda proficua e solida.

Tutta la famiglia vi lavora: lui, la moglie e le 4 figlie. All’improvviso, a 64 anni, lui decede. Uomo forte e entusiasta, cardine di tutta l’organizzazione, non aveva valutato con le eredi le problematiche relative alla trasmissione dell’azienda.

La storia termina nel peggiore dei modi: anni di litigi e chiusura dell’attività. Stiamo parlando di molti anni fa e l’ingenuità delle parti, che non avevano sufficientemente valutato la situazione prima del tempo, ci sorprende.

Oggi, in Ticino, prevalgono le imprese familiari (62% – dati 2016) e gli imprenditori sono molto più preparati, ma il tema è sempre di attualità. Secondo la conferenza stampa del 27 ottobre 2016 tenutasi presso la sede della Cc-Ti a Lugano, il Prof. Siegfried Alberton e Leandro Bitetti, del Centro competenze inno3 della SUPSI, riportavano che Credit Suisse, in uno studio del 2016, identificava che su 1’300 PMI svizzere, il 20% degli imprenditori intervistati prevedeva di cedere l’azienda entro i prossimi 5 anni.

I due esperti commentavano che gli effetti macroeconomici e territoriali, con possibili chiusure d’aziende e la conseguente perdita di posti di lavoro, di conoscenze, capacità, competenze e tradizioni, sarebbero difficilmente compensabili  con la sola promozione di nuove realtà imprenditoriali o attirando altre attività.

Occupandomi del benessere delle persone all’interno e all’esterno dell’azienda, vengo spesso interpellata da imprenditori che vivono problematiche relazionali inter-generazionali.

Ad esempio, alcune delle domande che mi vengono rivolte da parte delle generazioni più anziane sono relative al conoscere le intenzioni dei figli a continuare il loro operato e, sembra quasi assurdo, quelle delle giovani generazioni spesso portano sul bisogno di sapere se e quando, i genitori molleranno le redini. Succede anche che i fratelli non vadano d’accordo tra di loro o che i familiari non trovino da soli modi costruttivi per relazionarsi.

Queste incomprensioni generano screzi, conflitti e crisi con conseguenti evidenti ripercussioni sulla qualità del lavoro e la futura difficoltà nella trasmissione d’impresa.

Le problematiche interpersonali tra i familiari in azienda sono una sorta di “copia-incolla” di ciò che si è creato tra le mura domestiche. Come giocatori esperti, allenati per anni, gli elementi della famiglia mettono in atto il medesimo modo di agire, spesso camuffato dalle diverse posizioni e compiti assunti in azienda.

Più complicate sono le forme sottili, poco visibili dall’occhio esterno, che lasciano però emozioni negative nei membri della famiglia che le stanno vivendo.

Intervenendo come Business Counsellor per risolvere situazioni di questo tipo, ho visto ambienti di lavoro cambiare completamente.

Ho visto un imprenditore, vecchio lupo di mare, omone grande e solido, ringraziarmi con gli occhi lucidi. Ho visto aziende aumentare drasticamente il fatturato in pochi mesi grazie alla riorganizzazione dei ruoli dei familiari.

Propongo quindi alle aziende familiari di puntare per prima cosa sul benessere del cuore pulsante della loro azienda: gli elementi della loro famiglia.

Sabrina Migani

Business Counsellor

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