Coaching L’unica sfida, me stesso!

Cari amici del Blog di DREAMagent, rieccomi a voi… sperando abbiate piacere a leggere alcuni pensieri, che hanno l’intenzione di dare spunti ed impulsi per migliorarci sempre più.

Il mondo del lavoro odierno parla incessantemente di “sfide“ ed in esse vede soprattutto la prestazione o il rendimento quale fattore principale per il successo. La maggior parte di noi con grande probabilità approva questa affermazione. Se così fosse, vista l’enorme energia che investiamo nel nostro lavoro, noi tutti dovremmo aver raggiunto il successo desiderato. Dubito che a questo punto sarete ancora d’accordo che prestazione/rendimento vadano a braccetto con il successo. Forse una domanda di fondo rimane ancora inevasa: “cos’è il rendimento?” Cosa fa la differenza nel nostro attuale mondo del lavoro occidentale, dove quasi tutti godono delle stesse capacità e possibilità? Le stesse scuole, la stessa preparazione, lo stesso materiale sono a nostra disposizione eppure, per alcuni, sembra essere più facile raggiungere i propri scopi. Non può certo trattarsi solo di fortuna, di una fata o di un destino favorevole ma bensì di qualcosa di molto più complesso: del fattore umano del nostro pensiero.

Prima ancora di dedicarci alle sfide esterne, siano esse della nostra vita privata o del lavoro, dovremmo essere pronti ad una sfida molto più importante: quella di guardare dentro di noi. Quali sono i miei talenti (dal greco tàlenton, ovvero tra l’altro somma di denaro – quindi i miei veri talenti sono la mia fortuna), quello che più mi riesce facilmente? Perché non li vivo? Sono pronto a raggiungere il successo grazie ad essi?

Per raggiungere il successo ci vuole tempo. Infatti le esperienze gratificanti iniziano molto prima, talvolta anni prima. Se vogliamo conseguire un traguardo personale con i nostri mezzi e con la nostra volontà dobbiamo armarci di pazienza e prepararci ad un’avventura piena di compiti da svolgere e superare. Le tante biografie di persone di successo sono la prova di questa possibilità ma anche letture motivanti per il nostro viaggio. L’importante è che si inizi per tempo a prendere le giuste decisioni, e, per essere più precisi, sempre, e non solo di tanto in tanto. I nostri desideri sono il cartello indicatore per raggiungere il successo personale: in essi vive la nostra passione, quel fuoco necessario a dar vita ai nostri sogni nel cassetto. Entusiasmo è la parola magica. Una delle mia parole preferite in assoluto, dal greco „en thèos“ – il Dio dentro. A volte mi sembra che troppi di noi si siano dimenticati di questo entusiasmo, e che si accontentino di svolgere una mansione solo per abitudine senza chiedersi se è proprio quello che vogliono. E sono anche certo che solo leggendo di questo entusiasmo vi state ricordando di questa energia immensa. Il più delle volte lo abbiamo sperimentato quando eravamo bambini. Mi ripeto citando di nuovo Gerhald Hüter, rinomato ricercatore del cervello, ma il suo lavoro mi entusiasma proprio. Avendo lui il talento di guardare dentro il cervello umano – grazie alla tecnologia di questi ultimi anni – si è accorto di ciò che accade a questo organo quando lo alimentiamo con l’entusiasmo. Magicamente si accendono parti dove si trovano le soluzioni a problemi, dove risiede la salute. Anch’egli ci invita a coltivare questa qualità e a trovare qualcosa per cui entusiasmarci ed alimentare quel fuoco dentro di noi. Michelangelo disse: “Il più grande pericolo per molti di noi non sta nel fatto che i nostri obiettivi siano troppo elevati e quindi non riusciamo a raggiungerli, ma nel fatto che siano troppo bassi e che li si raggiunga.”

Ognuno di noi vuole realizzare i propri sogni e vivere così la propria immagine di successo, ma solo pochi hanno veramente il coraggio di prendere il toro per le corna ed adoperarsi per la propria volontà. Restiamo più volentieri in compagnia dei nostri limiti, ci isoliamo con pensieri che condensano queste limitazioni e seguiamo le opzioni più facili. Detto con parole semplici: il desiderio è il sogno e il più delle volte non lo realizziamo. Se veramente vogliamo realizzarlo dobbiamo sviluppare una forte volontà a voler raggiungere il nostro traguardo ed in più a trovare la strada che ci porta ad esso (i mezzi li troviamo quando smettiamo di trovare scuse!). L’altra soluzione è molto semplice: ci accontentiamo dello status quo!

Solo se troviamo il coraggio di andare oltre a quelle frontiere mentali da noi stessi imposte potremo scoprire ed utilizzare il nostro potenziale. Più presto iniziamo ad affrontare i nostri limiti, più in fretta la nostra fiducia in noi stessi crescerà. Se invece di restare in quella famosa zona comfort, ci autorizziamo ad affrontare l’avventura di andare oltre al territorio che conosciamo, potremo allargare il nostro modo di affrontare la quotidianità. La vita ci offre una moltitudine di possibilità, se solo le vediamo ed abbiamo il coraggio di coglierle. Paradossalmente per poter vincere, dobbiamo imparare a perdere. Se ci rialziamo dopo la sconfitta apparente, saremo più forti e capaci per proseguire il percorso. Solo così possiamo imparare, crescere e migliorare. Riconoscere i propri errori per poterli correggere immediatamente.

Riassumendo: noi stessi siamo l’unica sfida da affrontare! Se riusciamo a superare noi stessi, le nostre paure innate, a capire dal profondo del cuore cosa veramente vogliamo e ad aspirare a raggiungere la nostra visione con tutta la nostra intelligenza, saremo sorpresi dal risultato. Questa è una promessa! Vi auguro una serena fine di estate.

(*) Biografia dell’autore:

Dopo aver lavorato per diversi anni nel settore delle risorse umane come responsabile del personale, mi sono appassionato a tutto quello che ha a che fare con le potenzialità di crescita del singolo (e di conseguenza delle aziende). Nel corso della mia formazione mi sono interessato a diversi strumenti: scientifici, psicologici e spirituali, che ci possono essere d’aiuto nel nostro cammino verso la trasformazione desiderata. Durante la mia preparazione al coaching ho ad esempio sperimentato tecniche come il training mentale, la psicologia moderna e la PNL – Programmazione Neuro Linguistica. Alla fine del mio percorso il mio interesse si è concentrato su metodi meno razionali ma ricchi di potenzialità ancora troppo poco studiate: il Narrative Coaching, lo Storytelling, la meditazione e la psicologia dei tarocchi. Il mio ruolo di Coach consiste nel riuscire ad accedere a queste risorse individuali inespresse utilizzando – tra quelli esposti qui sopra – i metodi che siano i più adatti al cambiamento di ognuno. Sono convinto che attraverso questi metodi possiamo stabilire una solida base per costruire un futuro personale e collettivo più sereno sia dentro che fuori di noi.

www.peoplecare.ch

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